Diario Di Un Mascalzone

1 03 2009

Bentornati a “Diario Di Un Mascalzone”! Parliamo oggi di un argomento che forse piacerà a molti: il cazzeggio, ovvero il dolce far niente. Il cazzeggio è un’arte, un’arte innata che tutti possiedono. Esistono vari tipi di cazzeggi: lo scialo, quando il cazzeggio si trasforma in serate passate sdraiati sul divano, il cazzeggio puro, serate passate a fare zapping alla tv o a navigare senza meta su Internet e infine il cazzeggio serio, quando si impegna tutto il giorno a battere un record mondiale (esempio rimbalzi di palline su racchette da tennis). In ogni caso il cazzeggio è sempre qualcosa di indispensabile e tutti l’abbiamo provato almeno una volta. Quando ad esempio un giorno miracoloso non abbiamo compiti per il giorno successivo e fuori viene giù un temporale, allora ecco che compare il nostro amico cazzeggio.

Meglio non far niente, che distruggere casa, non credete XD ?

The Calzo’s Life

Dopo una settimana di autentico scialo (da qui la mia decisione a spiegarvi cosa è il cazzeggio ma son sicuro che lo saprete meglio voi XD), me ne prospetta una veramente tosta. Devo dire che questa settimana mi ci voleva proprio, uno stacco ogni tanto bisogna farlo dalla caotica vita quotidiana. Dopo i primi 3 giorni di scialo assoluto, io insieme a dei miei amici siamo andati (avevamo già pagato e fatto la tesi) al concorso “I Colloqui Fiorentini”. Che palle! Non se ne poteva più!!! Il bello però era che non si andava a scuola perciò……comunque ammetto di essermi divertito molto, soprattutto con le gaffe del Baglio! XD

Top Of The Mascalzone

Kelly Clarkson – My Life Would Suck Without You: ritorna sulle scene musicali la prima American Idol. La sua nuova canzone devo dire che è molto allegra e divertente, come anche il video. Non appena l’ho sentita su MTV sono rimasto estasiato dal suo sound e dal suo beat. Una traccia che preannuncia un album gustoso!

Jordin Sparks – Tattoo: rimaniamo in tema di American Idol con la vincitrice della sesta edizione del programma. Tattoo è una ballata pop, sullo stile di No Air (il duetto tra Jordin Sparks e Chris Brown), che trasmette personalmente forti emozioni. A volte mi ispira speranza e fiducia, altre volte invece mi rattrista. L’unica cosa certa è che è una canzone che merita di essere ascoltata.

Pillola Del Passato:

Kelly Clarkson – A Moment Like This: non c’è due senza tre! Ecco un’altra song sempre inerente al tema American Idol. Precisamente è la canzone scritta appositamente per la vincitrice della prima edizione, Kelly Clarkson. Successivamente è stata fatta anche una cover da Leona Lewis, quando ha vinto X-Factor. Godetevi questa pillola del 2002!

RESTATE SITONIZZATI!

Dal vostro blogghista MascalzoneSimpa





Spazio Alle Buffonate

23 02 2009

“Signore e Signori, buon divertimento.. che la pajacciata abbia inizio!”

Capita spesso al circo che, quando un’esibizione sia andata particolarmente bene e abbia riscosso così grande successo, il pubblico gridi a squarciagola “Bis, vogliamo il Bis”.. ecco, oggi avviene una casistica del genere, c’è un qualcosa che si ripete infatti.. un’incoronazione, per giunta!. Mi spiego meglio. Il vincitore del premio di buffone della settimana và ad un notissimo e per niente rispettabile pagliaccio che già l’aveva conquistato nel passato, determinando quindi la sua primissima doppietta nell’albo di questo spazio, massimi onori per questo!! Bravissimo… Bajo Pagliaccio!!! è lui. Un nome, una leggenda. Nomen-Omen: Pagliaccio 4 ever. “Strano, si sapeva…è troppo pajaccio” questo stareste certamente pensando.. e come darvi torto?!?!?!? E’ una continua buffonata vivente con quattro arti questo pagliaccio campigiano, mai è sazio di scemenze e di mettersi in mostra con lcunia suoi incomprensibili aspetti buffoneschi. Quelli di questa settimana: .A) dinannzi ad una biglietteria cerca di fare l’eroe tentando di anticipare del denaro a me stesso, medesimo, Lord Craco, affinchè le finanze, come a suo modo di evdere, si semplificassero…invece Bordello Assoluto, non c’erano abbastanza banconote da 5.. e lui stesso rischiava di prendersela in tasca da vero clown B) Nemmeno si ricordava ciò che aveva ordinato al ristorante cinese in compagnia di amici pajacci, tanto che, questi ultimi, pur involontariamente e senza che egli stesso se ne preoccupasse, gli rubarono un involtino primavera e dei Waston (skifose, vomitevoli cosine fritte) C) serie di battute veramente indecenti e tristi in macchina sotto l’orecchio vigile dei suoi genitori (addirittura a sfondo erotico) D) le sue INNUMEREVOLI E TIPICHE GIUSTIFICAZIONI, spesso d’una assurdità inconcepibile, ogni volta che gli viene detto qualcosa che danneggi la sua figura o che venga incolpato, colpito nell’orgoglio…

ps: sembra un essere dimmerda da come descritto, tuttavia gli si vole tutti un monte di bene al pajaccio bajo.. (minimo rispetto però!!!)

“Il clown in fin dei conti è quello che facciamo noi nella vita naturale. Allora, tu cammini per la strada prendi un palo in faccia, Bawn! Naturalmente tu prendi il palo non è che tu ridi, sarebbe il colmo, prima piangi, poi dopo forse dici che cavolo mi è successo, perché dipende come prendi il palo, se ti chiama qualcuno, in quel momento tu sei distratto, leggi il giornale, come a me è capitato, quindi fai ridere, scivoli su una pelle di banana, cosa molto antica, ma è più facile a Messina scivolare su una “merd” e arrivi con il culo per terra. Adesso stiamo ridendo, ma quando tu arrivi a terra non è che ridi tanto, ma c’è qualcuno che passa accanto: “Hee!Hee” che ride,- cretino!- Ma è normale che ride, perché sono le cadute. Allora sono delle cose che il pagliaccio in fin dei conti, ad esempio prende uno schiaffo scherzoso, anche se si dice gioco di mani gioco di villani, poi c’è quello brutto che ti dà una gran “tumpulata’nta faccia” (vigoroso schiaffo), i schiaffi finti, una pedata nel culo finta che fa ridere ma sono delle cose che quando prendi una pedata nel culo o uno schiaffo fanno male e quindi è strano. Il pagliaccio è strano, perché in fin dei conti fa ridere su delle cose brutte, cattive che fanno piangere. Quindi il pagliaccio è uno che è triste e alla fine , non per niente si deve truccare per essere non se stesso. Perché se era gioia, non c’era bisogno di truccarsi. Il trucco nasconde il pagliaccio, che fa ridere ma è triste»
Estratto da un’intervista di Eugenio Vanfiori a Gérard Foucaux (2006):


Il vostro giullare, ma dal cuore reale

Lord Craco